Pianificare la propria pensione in azienda

Il mio contributo per Well Work

Sempre più spesso si parla di pensioni, da un lato a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile, e dall’altro, a seguito del passaggio dal metodo di calcolo retributivo a quello contributivo, gli importi degli assegni non sono poi così generosi.

È bene, quindi, che i lavoratori diano uno sguardo al futuro ed inizino a pianificare la propria storia pensionistica, il prima possibile.

Così, con le difficoltà del sistema previdenziale pubblico, ancora una volta, il lavoratore può trovare nell’azienda un alleato attraverso l’adesione alla previdenza complementare.

La previdenza complementare è uno strumento che permette di accumulare, attraverso piccoli versamenti durante la vita lavorativa, una piccola rendita integrativa della pensione pubblica, appunto.

Esistono diverse tipologie di fondi pensione.

  • Fondi pensione negoziali o chiusi: associazioni senza scopo di lucro, nate grazie a contratti collettivi di lavoro o accordi collettivi; pertanto possono iscriversi a questi fondi esclusivamente i lavoratori ai quali si applica uno specifico contratto collettivo nazionale, e la caratteristica principale è il versamento del TFR accantonato, oltre ad una quota di contribuzione.
  • Fondi pensione aperti: sono istituiti ad esempio da banche e assicurazioni, e di conseguenza l’iscrizione è completamente libera; pertanto non è vincolante il versamento del TFR, ma una scelta libera del lavoratore.

L’interesse dei lavoratori per la previdenza complementare può essere utilizzato dall’azienda che voglia attivare un piano welfare.

Ad esempio, è previsto che il contratto aziendale o territoriale possa contenere la possibilità di scelta per il dipendente di non ricevere tutto o in parte il premio di produttività, ma di fruire in alternativa di somme e valori compresi nell’art. 51 del TUIR, come appunto i contributi versati dal datore di lavoro a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, oppure sotto forma di contributi al fondo di previdenza complementare, senza che vadano a formare il reddito di lavoro dipendente, generando così un bel vantaggio per il lavoratore.

Allo stesso modo, la normativa in materia di previdenza complementare, prevede che gli aderenti possano dedurre i contributi versati su base volontaria fino all’importo massimo di 5.164,57 euro, indipendentemente dalle categorie, dall’ammontare del loro reddito e dal versamento delle quote di TFR.

In questo modo, il lavoratore iscritto ad un fondo pensione ha un duplice vantaggioeconomico in quanto fin dalla sua attività lavorativa va ad incrementare la rendita che si potrà godere una volta pensionato, e allo stesso modo beneficiare della deduzione fiscale di cui sopra.

Pensioni: ecco il calendario aggiornato dei pagamenti

Pensioni: ecco il calendario aggiornato dei pagamenti

Con l’entrata in vigore della legge di bilancio 2018 è stato previsto che i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogati agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Inail sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se il primo è festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, fatta eccezione per il mese di gennaio in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile.

Ecco il calendario aggiornato dei pagamenti:

  • Gennaio: giorno 3;
  • Febbraio: giorno 1;
  • Marzo: giorno 1;
  • Aprile: giorno 3;
  • Maggio: giorno 2;
  • Giugno: giorno 1;
  • Luglio: giorno 2;
  • Agosto: giorno 1;
  • Settembre: giorno 1 per Accredito con Poste Italiane; giorno 3 per accredito Istituti Bancari;
  • Ottobre: giorno 1;
  • Novembre: giorno 2;
  • Dicembre: giorno 1 per Accredito con Poste Italiane; giorno 3 per accredito Istituti Bancari;

L’Inps con il messaggio 4 gennaio 2018, n. 20 ha dato le prime indicazioni.

Quattordicesima pensionati a luglio: a chi spetta, requisiti e importi

quattordicesima pensionati

Pubblichiamo di seguito l’articolo scritto per Lavoroediritti.com

Per le pensioni più basse viene erogata a luglio la quattordicesima pensionati, da quest’anno la platea dei beneficiari è più ampia, vediamo come funziona.

A favore delle pensioni più basse viene erogato una volta all’anno in corrispondenza della mensilità di luglio un importo integrativo detto quattordicesima pensionati. Questo contributo è stato introdotto dal Governo Prodi nel 2007 e varia a seconda dell’anzianità contributiva posseduta dall’assicurato.

Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio a partire dal luglio prossimo la quattordicesima pensionati verrà erogata ad una platea più ampia ed in misura diversa a seconda del reddito del soggetto.

Part-time agevolato prima della pensione

Part-time agevolato

La L. n. 208/15, c.d Legge di Stabilità 2016, ha introdotto, in via sperimentale, la possibilità per i lavoratori del settore privato di richiedere la trasformazione del proprio contratto in un part-time agevolato per il periodo antecedente la pensione, procedura operativa dal 2 giugno scorso secondo le indicazioni della circolare INPS n. 90 che identifica i soggetti ai quali si rivolge questa nuova tipologia contrattuale.

Part-time agevolato prima della pensione: destinatari

Innanzitutto i soggetti beneficiari sono lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, titolari di un con­tratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano il requisito anagrafico fissato per il 2017 in 66 anni e 7 mesi per gli uomini e di 65 anni e 7 mesi le donne, mentre un anno in più dal 2018, per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 ma che sono già in possesso, al momento della domanda, del relativo requisito contributivo minimo cioè di 20 anni di contribuzione.

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