Indennità di congedo parentale: retribuzione e come funziona

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A quanto ammonta l’indennità di congedo parentale, come avviene la retribuzione e come si calcola? Dopo aver analizzato la normativa in materia di astensione facoltativa andiamo a vedere come si fa il calcolo della retribuzione spettante e tutte le regole in materia.

A quanto ammonta l’indennità di congedo parentale, come avviene la retribuzione e come si calcola? Dopo aver analizzato la normativa in materia di ex astensione facoltativa e le modalità per effettuare la richiesta è necessario trattare un altro aspetto altrettanto importante: il trattamento economico. Come nel caso dell’astensione obbligatoria anche nel periodo di congedo facoltativo è prevista un’indennità economica, con una percentuale differente di retribuzione media giornaliera.

Innanzitutto il periodo di congedo parentale può essere goduto fino ai 12 anni di età del figlio. Il periodo retribuito però non copre tutto il possibile periodo di assenza. In origine l’indennità economica andava fino al terzo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di 6 mesi. Successivamente l’art. 9 D.Lgs. 80/2015 porta da 3 a 6 anni. Vi è poi un ulteriore periodo fino ai 12 anni che può essere indennizzato in tutto o in parte.

Come fare la domanda di congedo parentale, guida breve

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Terminato il periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice può fare domanda di congedo parentale o astensione facoltativa. Non si tratta di una prestazione prestazione riconosciuta automaticamente, pertanto ne avranno diritto solo la madre o il padre che ne faranno richiesta. Innanzitutto, questo congedo può essere fruito dai genitori con i figli di età fino a 12 anni e, anche se con modalità differenti e con una percentuale inferiore rispetto al congedo obbligatorio è anch’esso retribuito.

Congedo parentale INPS : cos’è, quanto dura e come funziona

congedo parentale
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Il congedo parentale INPS (o astensione facoltativa), consiste in un periodo di astensione dal lavoro di un genitore. La legge e i CCNL di comparto disciplinano i tempi e le modalità di astensione dal lavoro, compreso il congedo parentale a ore, e la relativa retribuzione.

Al termine del periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice madre (o in alternativa il padre) può scegliere se riprendere l’attività lavorativa oppure assentarsi per un ulteriore periodo, denominato astensione facoltativa o congedo parentale INPS. In caso di questa seconda scelta la lavoratrice potrà godere del congedo retribuito, ma a condizioni differenti da quelle esaminate per il congedo obbligatorio.

L’istituto del congedo è disciplinato dal d.lgs. 151/2001 Testo unico sulla maternità e paternità e successive modifiche e integrazioni. Inoltre anche CCNL di comparto possono prevedere apposite disposizione in materia.

Indennità di maternità obbligatoria INPS: calcolo, quanto spetta e chi paga

Indennità di maternità obbligatoria INPS: calcolo, quanto spetta e chi paga
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Dopo aver analizzato la normativa relativa al congedo di maternità obbligatorio, ora passiamo a vedere nel dettaglio l’indennità di maternità obbligatoria INPS. Vediamo come si calcola, quanto spetta e chi paga l’indennità.

Nelle precedenti guide abbiamo analizzato il trattamento normativo del congedo di maternità obbligatorio, ora passiamo a vedere nel dettaglio l’indennità di maternità obbligatoria INPS, ovvero il trattamento economico durante l’astensione obbligatoria. Il dubbio che molte mamme/lavoratrici hanno durante questo periodo riguarda l’impatto economico di tale assenza.

Innanzitutto durante l’astensione obbligatoria non vi è variazione alcuna in relazione all’anzianità di servizio. Questo significa che questo periodo di congedo sarà normalmente considerato ai fini del computo dell’anzianità di servizio. Anche agli effetti relativi a tredicesima e quattordicesima mensilità. Ma prima di addentrarci nel calcolo dell’indennità dobbiamo fare una premessa riguardante le lavoratrice che hanno diritto a percepire la maternità.

Congedo di maternità obbligatorio: cos’è, come funziona e domanda INPS

Congedo di maternità obbligatorio: cos’è, come funziona e domanda INPS
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Il congedo di maternità obbligatorio è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per la madre di 5 mesi a cavallo del parto. In questa guida andremo a vedere cos’è, come funziona e come fare domanda all’INPS per poter ottenere l’ndennità di maternità, ovvero la misura economica a tutela delle lavoratrici madri.

Il congedo di maternità obbligatorio consiste in un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per la madre che copre un arco di tempo pari a 5 mesi a cavallo del parto, ovvero due mesi precedenti la data presunta del parto e tre dopo (oppure 1 mese e 4). In questa guida andremo a vedere cos’è, come funziona e come fare domanda all’INPS.

Partiamo dalle norme di riferimento. Il periodo di maternità viene tutelato dalla nostra Costituzione la quale all’articolo 37 disciplina una “adeguata protezione alla madre e al bambino”. Anche il Codice Civile all’articolo 2110 recita “In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge non stabilisce forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dagli usi o secondo equità e il periodo di assenza dal lavoro per una delle cause anzidette deve essere computato nell’anzianità di servizio”. In ogni caso la disciplina di riferimento della maternità obbligatoria è il Testo Unico della maternità D. Lgs 151/2001.

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