Welfare come strumento di pari opportunità

Il mio contributo per Well Work

L’8 marzo è stata la “Festa della Donna”, giornata in cui è usanza ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donnesono state, e sono ancora, oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Discriminazioni e differenze che si ripercuotono ancora oggi nel mondo del lavoro, tanto che ha fatto notizia una vignetta pubblicata da un miliardario indiano, Anand Mahindra, che ritraeva il suo pensiero circa l’attività lavorativa di uomini e donne, dopo aver curato il nipote per qualche giorno.

In questa vignetta si vedono donne e uomini pronti per recarsi al lavoro, ai posti di partenza in una pista da corsa: mentre la partenza per gli uomini è libera da qualsiasi intoppo, le donne prima di iniziare l’attività lavorati si trovano a dover affrontare le classiche “faccende di casa”, come lavatrici e panni da stirare.

È evidente che se l’immagine della donna è ancorata alle faccende domestiche, ancora prima dei successi lavorativi, poche conquiste sociali ed economiche sono in realtà state riconosciute.

Fortunatamente questa idea sta cambiando, soprattutto nella generazione millennials, ossia coloro che sono nati tra il 1980 e il 2000 in piena rivoluzione digitale, i quali hanno assoluta dimestichezza con il mondo di internet ma vivono durante la più grande crisi economica, che ha riservato per loro un mondo del lavoro saturo, e sono perfettamente consapevoli che nel lavoro come nella vita privata serve un “gioco di squadra”.

Entrambi i genitori sono costretti a lavorare perché un solo stipendio non è più sufficiente e, avendo ogni informazione accessibile nel momento stesso in cui si manifesta un dubbio, hanno perfettamente idea delle potenzialità di un buon piano welfare.

Sono consci che un buon servizio welfare, al giorno d’oggi, ha un impatto maggiore rispetto ad un mero aumento economico.

Lo scopo del welfare è proprio questo: rendere agevole la vita personale e di conseguenza, per tornare alla vignetta citata sopra, è necessario per distribuire equamente i carichi di cura legati ad esempio ai figli piccoli.

Oltre alla possibilità di gestire in maniera flessibile l’orario di lavoro ed anche il luogo, come più volte abbiamo visto attraverso la realizzazione di smartworking, è possibile pensare a permessi aggiuntivitanto per la mamma quanto il papà, in modo che possano darsi il cambio a seconda delle esigenze lavorative e nessuno dei due debba fare delle rinunce.

Infine, ulteriori servizi interessanti possono essere il pagamento di baby sitter, o rimborso delle quote per l’asilo nido e convenzioni con negozi per l’infanzia.

La vita personale deve sempre essere al centro della vita di ognuno e il lavoro non deve mai essere ostacolo per la realizzazione di progetti personali, per questo, attraverso il welfare, è possibile investire tanto sul tempo libero quanto sulla cura di sé e dei familiari.

E’ ora di rinnovarsi: come attuare un progetto di ringiovanimento aziendale

Il mio contributo per Well Work

L’Italia non è un Paese giovane, lo sentiamo purtroppo quasi quotidianamente e questo si rispecchia ovviamente nella popolazione aziendale nella quale troviamo una gran fetta di lavoratori cinquantenni.

Il problema che è necessario cercare di arginare è che spesso questi lavoratori over 50 sono insoddisfatti della loro posizione professionale.

Proviamo ad analizzare il motivo di questa insoddisfazione e capire le aziende quali passaggi possono mettere in atto per le aziende per tramutare questa situazione in un’opportunità di miglioramento.

Questo stato d’animo nasce da un mix di sensazioni e situazioni: da un lato la paura di essere “messi da parte” all’interno dell’organizzazione aziendale, dall’altro le numerose esigenze familiari: figli non ancora indipendenti oppure genitori anziani da accudire portano un’ulteriore difficoltà a conciliare lavoro e vita privata, ponendo queste persone in una sorta di stallo.

Ma allo stesso tempo considerando l’elevato numero di lavoratori di questa fascia d’età è evidente che le aziende devono trovare il modo di puntare su di loro.

Come si può uscire da quest’impasse?

La prima cosa da fare è un’approfondita analisi della situazione aziendale per capire se le difficoltà sono principalmente di carattere professionale o personale.

Anche in questo caso una possibile soluzione è il welfare.

In una situazione di possibile disagio che non permette ai lavoratori di dare il meglio di sé stessi, l’azienda dovrebbe puntare sulla formazione, tanto intesa quella classica professionale, quanto di crescita personale.

La possibilità di crescita a questo punto diventa tanto dell’azienda quanto dei lavoratori dando la possibilità di fornire quindi un supporto su tematiche legate al work-life balance, alla gestione dello stress e al miglioramento del benessere al lavoro e nella vita privata, diventando una sorta quindi di supporto psicologico.

Sappiamo che un piano welfare per godere dei benefici fiscali deve essere garantito alla generalità dei dipendenti o categorie omogenee. In una situazione simile potremmo avere la classica erogazione alla popolazione aziendale, per metterla in condizione di lavorare sul disagio manifestato e trasformarlo in opportunità oppure dividere in categorie i dipendenti.
Una categoria che potrebbe sicuramente beneficiarne è quella dei manager o dei responsabili che a loro volta potranno investire le nuove conoscenze acquisite nei loro gruppi di lavoro: aiutare i manager a sviluppare una funzione di ascolto e sostegno ai propri collaboratori, motivandoli e guidandoli attraverso la riorganizzazione in atto, ad esempio potenziando la comunicazione nel gruppo di lavoro, definire obiettivi chiari o ancora mediare i conflitti.

Agevolazioni fiscali e bonus casa 2019: guide dell’Agenzia delle Entrate

I bonus casa e le agevolazioni fiscali 2019 per la casa prorogati o rinnovati nell’ultima legge di bilancio. Guide Agenzia delle Entrate.

bonus casa 2019

Pubblichiamo di seguito la guida scritta per Lavoro e Diritti

L’ultima legge di bilancio ha confermato o riproposto anche per l’anno 2019 alcuni dei più conosciuti bonus casa 2019 e altre agevolazioni fiscali legate alla casa. Le agevolazioni riguardano sia le ristrutturazioni edilizie e le spese per l’ammodernamento e l’efficientamento energetico degli edifici, che l’acquisto di prima casa. Si va poi dal bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche al cosiddetto bonus verde per la ristrutturazione e l’irrigazione del verde privato. Infine da segnalare la riproposizione del bonus mobili ed elettrodomestici e il cosiddetto sisma bonus per i lavori di adeguamento antisismico degli edifici.

L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato sul portale ufficiale le guide aggiornate sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico e sul Bonus mobili ed elettrodomestici. Qui di seguito trovate un elenco dei bonus e agevolazioni per la casa per il 2019 e allegate le guide aggiornate delle Entrate.

Bonus casa 2019

Senza scendere nel dettaglio delle singole misure procediamo con una breve elencazione di bonus e agevolazioni casa 2019 per poi andare a trattarli singolarmente in prossime guide. Se invece sei alla ricerca di agevolazioni per le famiglie svantaggiate leggi la nostra guida Bonus ISEE basso 2019: agevolazioni e aiuti per il nuovo anno.

Bonus ristrutturazione: agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie

Fino alla fine dell’anno viene confermato il bonus ristrutturazione; questo consiste nella detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi sostenuti appunto per la ristrutturazione. Detrazione fruita in 10 quote annuali di pari importo e applicata a un costo massimo di 96.000 euro.

La ristrutturazione deve riguardare lavori interni ad immobili già esistenti, come ad esempio manutenzione ordinaria solo per le parti comuni dell’edificio, manutenzione straordinaria, recupero e risanamento conservativo o vera e propria ristrutturazione edilizia.

A titolo esemplificativo rientrano tra i lavori ammessi quelli effettuati sull’impianto idraulico ed elettrico, sull’impianto di allarme, oppure sulle pareti interne ed esterne, nonché sull’installazione di porta blindata ed inferriate fisse.

Accanto alle spese legate all’esecuzione dei lavori, si possono detrarre i costi di progettazione e le prestazioni professionali.

Agenzia Entrate: Guida Ristrutturazioni edilizie FEBBRAIO 2019
» 4,3 MiB – 91 download

Ecobonus: le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

L’Ecobonus, ossia il bonus per il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili viene riconfermato anche per questo anno. È prevista la detrazione Irpef del 65 per cento e del 50 per cento, a seconda della tipologia di lavoro effettuato per il risparmio energetico elevata al 75 per cento in caso di lavori condominiali.

I lavori riguardano ad esempio interventi con caldaie di condensazione ad alta efficienza, riqualificazione degli edifici, coibentazioni oppure rivestimenti termici alle porte d’ingresso. Anche in questo caso la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali fino a un limite massimo di:

  • 30.000 Euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • 40.000 euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);
  • 100.000 euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

Agenzia Entrate: Guida Agevolazioni Risparmio energetico FEBBRAIO 2019
» 3,4 MiB – 70 download

Agevolazioni per acquisto della prima casa

Agevolazioni fiscali finalizzate a favorire l’acquisto di immobili da destinare ad abitazione principale.  Queste agevolazioni consistono nella riduzione sia dell’imposta di registro, se si acquista da un privato, sia l’Iva, se si acquista da un’impresa. Inoltre, non sono dovuti imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie sugli atti assoggettati all’imposta di registro e quelli necessari per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Viene confermata la proroga per quest’anno anche del bonus mobili: detrazione al 50 per cento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, finalizzati all’arredo dell’immobili oggetto di ristrutturazione. La detrazione si può ottenere fino ad una spesa massima pari a 10.000 Euro.

Agenzia Entrate: Guida Bonus Mobili FEBBRAIO 2019
» 2,6 MiB – 49 download

Bonus verde

Anche gli interventi legati alla ristrutturazione e irrigazione del verde privato godono del cosiddetto bonus verde; si tratta di una detrazione al 36 per cento su una spesa massima pari a 5mila euro. Le spese riguardano la piantumazione o sistemazione di prati in giardini, terrazzi, balconi e cortili, anche condominiali.

Sisma bonus

Infine, i lavori antisismici potranno godere di un’agevolazione. Riguardano le spese sostenute per gli interventi antisismici su edifici compresi nelle zone 1 e 2, ossia quelle ad alta pericolosità.

La detrazione riguarda i costi sostenuti a decorrere dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, pari all’80 per cento della spesa sostenuta se l’intervento riduce il rischio di una classe, mentre sale all’85 per cento se riduce di due classi il rischio.

I destinatari del welfare: generalità o categorie omogenee

Il mio contributo per Well Work

Uno dei vantaggi nell’introdurre un piano welfare in azienda è quello dell’agevolazione fiscale, ma perché questo sia possibile devono essere rispettati alcuni requisiti fondamentali; uno di questi requisiti riguarda l’obbligo di dedicare tali erogazioni alla generalità oppure a categorie di lavoratori.

Il motivo di questa condizione è impedire l’erogazione diforme di welfare ad personam, ossia erogare prestazioni retributive “mascherate” da welfare a singole figure, eludendo così la normativa.

Se è chiaro il concetto di generalità dei lavoratori, ossia elargire forme di welfare a tutta la popolazione aziendale senza alcuna esclusione, più sottile è il concetto di categorie.

Lo stesso concetto di categorie può essere inteso in un modo più ristretto ovvero in un modo più fantasioso.

La prima visione è quella di limitarci a considerare categorie quelle previste dalla normativa civilistica: il Codice Civile infatti all’articolo 2095 divide i prestatori di lavoro subordinato nelle seguenti categorie:

  • dirigenti;
  • quadri;
  • impiegati;
  • operai

È evidente che questa interpretazione sia alquanto rigida, senza dare spazio alla completa personalizzazione di un piano welfare.

Ci viene in aiuto quindi l’opportunità di identificare categorie di lavoratori in gruppi di dipendenti che abbiano caratteristiche comuni, purché ovviamente queste stesse caratteristiche siano oggettive e ben identificabili, altrimenti rischiamo di incappare nuovamente nell’elargizione di welfare ad personam.

Vediamo a titolo esemplificativo quali possono essere delle categorie da utilizzare.

Tra le caratteristiche comuni troviamo sicuramente l’appartenenza allo stesso livello di inquadramento oppure la stessa tipologia contrattuale.

Altre sì qualora il datore di lavoro svolgesse la propria attività lavorativa su più sedi potrebbe essere l’appartenenza ad una sede piuttosto di un’altra da utilizzare come strumento di incentivo se una sede ha qualche difficoltà nel raggiungere gli obiettivi prefissati, o al contrario, come strumento premiale nel caso la sede ottenga ottimi risultati.

È evidente che quelli sopra riportati siano solo alcune delle categorie che possono essere identificate per erogare welfare in azienda e che i criteri da poter utilizzare siano effettivamente molteplici potendo così rispondere a specifiche esigenze aziendali.

L’importante è che venga rispettato il concetto chiave di trovare caratteristiche comuni a più lavoratori.

Dichiarazioni dei redditi e fiscali 2019: pronti i nuovi modelli


Pubblichiamo di seguito la guida scritta per Lavoroediritti.com

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli per le prossime dichiarazioni dei redditi e fiscali 2019, con le relative istruzioni. Si tratta dei modelli in versione definitiva delle dichiarazioni fiscali relative al periodo di imposta 2018.

I modelli dichiarativi 2019 da utilizzare per la dichiarazione dei redditi 2019, per il periodo di imposta 2018 riguardano:

  • 730;
  • Certificazione unica;
  • Iva
  • Iva 74 bis;
  • 770;
  • Cupe.

Vediamo le novità che interessano questi modelli.

Modello 730/2019: le novità

Le novità che interessano il modello 730 riguardano principalmente le detrazioni d’imposta:

  • delle spese per l’abbonamento al trasposto pubblico, nella misura del 19% fino a 250 euro
  • e quelle, sempre pari al 19%, sull’acquisto di strumenti e di ausili in caso di disturbi dell’apprendimento
  • nonché sule assicurazioni contro gli eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo.

In aggiunta vi è il “bonus verde” pari ad una detrazione al 36%, fino a un massimo di 5.000 Euro per la sistemazione a verde di aree private, impianti di irrigazione, realizzazione pozzi, coperture a verde, giardini pensili.

Per le agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio, che comportano un risparmio energetico è necessario comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica il cd. “Ecobonus”.

Infine, è prevista un’agevolazione al 30% per le erogazioni liberali in favore di Onlus e associazioni di promozione sociale e al 35% per le organizzazioni di volontariato.

Modello Iva/2019 e 74-bis/2019: le novità

Le novità del modello IVA 2019 sono l’inserimento del rigo VA16, nel quadro VA, per i soggetti che dal 1° gennaio 2019 parteciperanno a un Gruppo Iva (artt. 70-bis e seguenti del Dpr n. 633/1972): i contribuenti interessati dovranno barrare la casella per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo.

La seconda novità riguarda l’inserimento del campo 2 del rigo VX2, per indicare la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti Iva effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo dal 1° gennaio 2019.

Infine, l’inserimento nel quadro VO, rigo VO34, della casella 3: questa serve per i contribuenti che nel corso del 2015 avevano optato per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio, nel caso in cui dal 2018 hanno revocato tale scelta, accedendo al regime forfetario della legge n. 190 del 2014.

Il modello IVA 74-bis/2019, invece, è da utilizzare per la dichiarazione delle operazioni effettuate nella frazione d’anno antecedente la dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa.

Certificazione Unica 2019: le novità

Sono stati inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’Inps ai beneficiari dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE) previsto dalla legge n. 232/2016.

È stata inoltre introdotta la nuova sezione “Particolari tipologie reddituali”. Questa nuova sezione serve per individuare alcune tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale diverso rispetto a quello previdenziale.

Modelli 770 e Cupe: le novità

Il modello 770/2019 e la Certificazione degli utili e dei proventi equiparati riportano la novità in tema adeguamento del trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata; con riferimento ai redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018 dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa.

In aggiunta è stato previsto un nuovo prospetto per gestire il regime fiscale dei proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme peer to peer lending) e per i prestiti finalizzati al finanziamento ed al sostegno di attività di interesse generale (Social Lending).

Infine per maggiori informazioni e per reperire i modelli delle Dichiarazioni dei redditi e fiscali 2019 vi rimandiamo al sito dell’Agenzia delle Entrate. Per informazioni e chiarimenti vi invitiamo a usare il contact center al Numero Verde Agenzia delle Entrate da fisso 848.800.444 o da cellulare 06.96668907.