Smartworking: un nuovo modello di azienda senza fissa dimora

Il mio contributo su “Well Work

Abbiamo appurato più volte che lo smartworking fatica a decollare in Italia a causa della carenza di un’adeguata cultura in tema di lavoro agile.

Ma fuori dai nostri confini com’è percepita questa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro?

Come spesso accade gli USA sono all’avanguardia su molte cose e questa volta anche in tema di lavoro hanno davvero un caso esemplare: la startup “InVision” infatti non ha una propria sede fissa e tutti i suoi lavoratori, distribuiti in tutto il mondo, lavorare da casa o da qualsiasi postazione vogliano, in perfetto stile smartworking.

Ma quali sono le motivazioni che hanno portato il Ceo e founder, Clark Valberg, ad adottare una scelta del genere, forse addirittura radicale?

Fondamentalmente alla base della scelta del lavoro agile, o smartworking, che dir si voglia, ci sono due motivazioni:

  1. la prima quella di mantenere un vantaggio competitivo
  2. la seconda ridurre i costi non strettamente necessari al fine di investire sul loro prodotto.

InVision è una società di software che costruisce strumenti per designer pertanto bene si presta a questa esecuzione della prestazione lavorativa, perché sostanzialmente gli strumenti necessari per la prestazione lavorativa sono un computer e una connessione internet.

La società, fondata nel 2011, per il tipo di attività che svolgeva sapeva che per mantenere un vantaggio competitivo in una realtà come Manhattan doveva necessariamente avere al suo interno delle eccellenze, così per puntare su questo obiettivo non si sono posti limiti geografici!

Ovviamente per dare seguito alla loro idea non potevano fossilizzarsi su una struttura fissa e al tempo stesso affittare un ufficio nel mercato immobiliare di New York avrebbe richiesto uno sforzo economico notevole.

Così dall’unione delle sue esigenze è nato questo progetto che prosegue tutt’ora, avvalendosi di lavoratori dall’Inghilterra, Israele, Australia, Argentina e Nigeria.

Ciò che conta per l’azienda sono i risultati, è il prodotto che riesce a sviluppare chi collabora con loro, non quante ore passa seduto alla scrivania.

Gestire questo tipo di relazioni non è assolutamente facile, anzi, stabilire un rapporto tra colleghi che non si vedono mai può essere difficile, proprio per questo l’azienda organizza alcuni meeting in cui le persone che lavorano insieme quotidianamente, ma a distanza attraverso lo smartworking, possano finalmente incontrarsi di persona.

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Francesca Zucconi
Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia. Da sempre appassionata di comunicazione, seguo costantemente corsi di aggiornamento in programmazione neuro-linguistica e neuro-semantica e accanto all'attività tradizionale di Consulente del Lavoro, scrivo per alcune testate di informazione professionale tra cui Lavoroediritti.com
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