MOBBING SUL LAVORO: FORMA “TIPICA”

mobbing sul lavoro

Spesso si parla di “MOBBING” senza sapere cosa sia effettivamente e a quali conseguenze possa portare.

Il cd. MOBBING è una forma di molestia psicologica che può essere esercitata su diverse categorie di persone e che può configurare altrettanti illeciti: il danno da mobbing è infatti una figura di illecito civile che viene resa tutelabile attraverso il riferimento generale all’art. 2043 del Codice Civile nonché all’art. 32 della Costituzione.

Inoltre l’ambito in cui più frequentemente si manifesta è quello lavorativo, ma ultimamente, purtroppo è presente anche in altri ambiti della vita quotidiana.

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Mobbing sul lavoro: come si caratterizza?

Nel linguaggio comune si parla di mobbing in svariate situazioni, a volte in modo non propriamente corretto, a tal proposito la giurisprudenza è intervenuta per fare chiarezza sulla definizione.

Innanzitutto si devono verificare una serie di condotte ostili, sicuramente ripetute nel tempo con lo scopo di prevaricazione o di persecuzione psicologica nei confronti della persona mobbizzata. L’effetto è quello di emarginare, mortificare, portare all’esasperazione il soggetto preso di mira con questi atteggiamenti al fine che lo stesso si dimetta, provocando però squilibri di tipo psicofisico. L’attore di questo comportamento può essere il datore di lavoro oppure un collega che riveste una posizione gerarchica superiore oppure paritaria al soggetto mobbizzato.

Questo atteggiamento oltre a recare conseguenze psicofisiche al lavoratore oggetto di mobbing e creare, inoltre, un ambiente lavorativo ostile e poco producente può portare anche a conseguenze legali per coloro che mettono in atto questi comportamenti.

Mobbing sul lavoro: quali situazioni

Se è impossibile fare una classificazione puntuale e precisa di quando si possono verificare situazioni di mobbing in quanto deve essere necessariamente analizzato caso per caso, si può in modo generico riportare qualche esempio di comportamenti non corretti che, se reiterati nel tempo, possono portare a parlare di mobbing.

Innanzitutto la platea di esempi è veramente ampia in quanto può comprendere qualsiasi ambito lavorativo, a titolo esemplificativo e generico si potrà parlare di mobbing in caso di rifiuti ingiustificati di ferie o permessi in modo costante; oppure se un lavoratore viene, senza motivazione, demansionato con il sotteso scopo di de-qualificarlo; infine vi è anche il caso di revoca, senza motivo, di benefit da sempre concessi al lavoratore.

È bene però prestare attenzione in quanto alcune volte semplici osservazioni, o magari critiche, da parte del datore di lavoro al lavoratore su un preciso lavoro svolto, vengono classificate dal lavoratore immediatamente come mobbing: ma si può parlare di mobbing quando le critiche sono reiterate nel tempo con il preciso scopo di mettere a disagio il lavoratore per portarlo all’esasperazione e farlo dimettere, non sicuramente quando il datore di lavoro esprime un parere su un lavoro al fine di migliorarne la qualità.

Mobbing sul lavoro e conseguenze per il datore di lavoro

Ma il datore di lavoro che commetta atti di mobbing a quali conseguenze va incontro?

Partendo dal presupposto che il datore di lavoro deve, per obbligo di legge, adottare tutte le misure necessarie per garantire al lavoratore un ambiente sicuro e sereno tutelando l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore evitando quindi, oltre ad atteggiamenti diretti a mobbizzare un soggetto anche situazioni in cui siano i colleghi a praticare tali atteggiamenti nei confronti di altri colleghi, nel caso di atti di mobbing che non costituiscono di per sé reato il lavoratore potrà tutelarsi secondo le seguenti modalità. Il datore di lavoro, infatti, potrà essere citato in giudizio civile per il risarcimento dei danni che il lavoratore abbia dovuto subire per effetto di tali atti illeciti: danni sia patrimoniali, nel caso di perdite economiche da tali atti illeciti, sia non patrimoniali riferiti quindi ad effetti nocivi sulla propria salute psico – fisica oppure se avrà visto lesa la propria dignità. Se è vero che il datore di lavoro deve tutelare la sicurezza dei lavoratori è anche vero che può non essere incolpato nel caso siano i colleghi a realizzare attività costituenti mobbing, pertanto saranno gli stessi ad essere citati in giudizio civile per il risarcimento dei danni causati dalle loro condotte.

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Francesca Zucconi
Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia. Da sempre appassionata di comunicazione, seguo costantemente corsi di aggiornamento in programmazione neuro-linguistica e neuro-semantica e accanto all'attività tradizionale di Consulente del Lavoro, scrivo per alcune testate di informazione professionale tra cui Lavoroediritti.com
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