Il congedo di paternità consiste nella possibilità data ai padri naturali, adottivi, affidatari, di assentarsi dal lavoro per alcune giornate al fine di accudire i propri figli, nell’arco dei 5 mesi successivi alla nascita.

Il cosiddetto congedo papà introdotto inizialmente dall’articolo 4, comma 24, lettera a), della Legge 28 giugno 2012, n. 92 ha subito nel corso di questi pochi anni numerose modifiche e con il 2019 ne subirà una ulteriore.

Ma andiamo per gradi e vediamo come funzionava il congedo obbligatorio dei padri e come invece potrebbe cambiare con Legge di Bilancio 2019.

Congedo di paternità, cos’è

Il congedo di paternità obbligatorio nasce inizialmente la misura del tutto sperimentale per il triennio 2013 – 2015 e prevedeva la possibilità di assentarsi, utilizzando il congedo obbligatorio, dal lavoro per un giorno soltanto mantenendo inalterato il diritto alla retribuzione, mentre era di due giorni il congedo facoltativo, da scalare dal congedo della madre.

La misura inizia a funzionare e di conseguenza arriva la prima proroga; nel 2016 il congedo obbligatorio è esteso a due giorni, mantenendo inalterata la possibilità del congedo facoltativo.
Nell’anno successivo, invece, si mantiene la possibilità del congedo obbligatorio, ma non per quello facoltativo.

L’anno 2018 è forse l’anno migliore: i giorni di congedo obbligatorio diventano 4 ai quali si aggiunge un giorno di congedo facoltativo, in sostanza quindi il padre inizia ad avere un totale di 5 giorni da usufruire.

Congedo papà obbligatorio 4+1

Il congedo di paternità obbligatorio di 4 giorni è un diritto autonomo del padre; quindi il genitore può fruire dei giorni a lui spettanti indipendentemente dalla fruizione del congedo obbligatorio della madre. Mentre il giorno di congedo facoltativo è subordinato alla rinuncia espressa di un giorno di congedo della madre.

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Questa misura sperimentale non è mai stata resa strutturale, nonostante nel corso degli anni l’utilizzo di tale congedo sia sempre più aumentato. Purtroppo proprio per il suo carattere sperimentale ogni anno si è corso il rischio di non vederla prorogata nell’anno successivo.

Al momento, infatti, è esattamente quello che sta succedendo poiché non è previsto un rifinanziamento per il 2019.

Congedo papà 2019

Ad oggi il dato non è certo e si spera in un cambio di orientamento; non prevedere questa possibilità per il prossimo anno infatti sarebbe un grosso passo indietro. Seppur in misura minima questi giorni di congedo davano la possibilità di iniziare a bilanciare i carichi familiari; che si sa al giorno d’oggi incidono notevolmente anche sull’organizzazione lavorativa dei genitori.

A questo punto necessariamente dobbiamo rimanere in attesa di conoscere le reali intenzioni del Governo; l’unica alternativa, nel caso non si prorogasse questa misura, è quella che siano le aziende ad essere lungimiranti e di inserire al loro interno un piano welfare che preveda la possibilità per i suoi lavoratori di conciliare i tempi di vita-lavoro.

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