Il congedo di maternità obbligatorio consiste in un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per la madre che copre un arco di tempo pari a 5 mesi a cavallo del parto, ovvero due mesi precedenti la data presunta del parto e tre dopo (oppure 1 mese e 4). In questa guida andremo a vedere cos’è, come funziona e come fare domanda all’INPS.

Partiamo dalle norme di riferimento. Il periodo di maternità viene tutelato dalla nostra Costituzione la quale all’articolo 37 disciplina una “adeguata protezione alla madre e al bambino”. Anche il Codice Civile all’articolo 2110 recita “In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge non stabilisce forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dagli usi o secondo equità e il periodo di assenza dal lavoro per una delle cause anzidette deve essere computato nell’anzianità di servizio”. In ogni caso la disciplina di riferimento della maternità obbligatoria è il Testo Unico della maternità D. Lgs 151/2001.

Congedo di maternità obbligatorio: cos’è

Traduciamo in parole comuni quanto riportato dalla nostra legge. Innanzitutto quanto sopra ci ricorda quanto abbiamo già introdotto nella precedente guida sulla maternità, ossia che la lavoratrice madre ha due tipi di tutele: una economica e una normativa.

Analizziamo nello specifico sia la tutela normativa che economica in caso di congedo di maternità obbligatoria. In primo luogo i congedi, i riposi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità vale sia in caso di figli naturali quanto adottivi e in affidamento. Allo stesso tempo quando parliamo di lavoratrice e lavoratore intendiamo la platea generale di lavoratori: privati, pubblici, soci lavoratori di cooperativa, ma anche coloro i quali hanno un contratto di apprendistato oppure a tempo parziale i quali hanno gli stessi diritti dei colleghi a tempo pieno. Ai lavoratori con contratto di apprendistato oppure parziale vengono, come abbiamo detto sopra, riconosciuti gli stessi diritti, ma vale la pena trattare in modo più specifico queste due situazioni.

Maternità in apprendistato

Nel primo caso, quindi contratto di apprendistato, i periodi di astensione obbligatoria di maternità non vengono computati ai fini del periodo di formazione per l’apprendista. Il termine finale subisce quindi uno slittamento pari alla durata della sospensione per congedo di maternità obbligatoria e facoltativa. Questo proprio in virtù di un principio di parità nel trattamento e di non discriminazione, in modo tale che l’apprendista possa effettivamente effettuare pienamente il suo periodo di formazione.

Maternità part-time

In modo analogo applichiamo gli stessi principi nel contratto a tempo parziale. A livello normativo quindi le tutele sono identiche a tutte le altre tipologie contrattuali, solo il trattamento economico verrà riproporzionato in ragione della ridotta attività lavorativa rispetto ai colleghi assunti con contratto a tempo pieno.

Congedo di maternità, come funziona

A livello normativo la tutela della lavoratrice si palesa nel divieto per il datore di lavoro di adibire la lavoratrice alla normale attività lavorativa. Di conseguenza non è una scelta alla quale il datore di lavoro può optare, ma è un vincolo imposto dall’art. 16 D.Lgs. 151/2001.

Congedo di maternità obbligatorio, durata

Passiamo quindi a vedere quanto tempo dura il congedo di maternità obbligatorio. Questo periodo di interdizione al lavoro, se consideriamo la regola generale, dura 5 mesi in totale e copre il periodo che va:

  • da due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • a tre mesi dopo il parto.

Congedo di maternità flessibile

Proprio perché è una regola vediamo quali sono le eccezioni. In primo luogo l’eccezione riguarda il caso in cui la lavoratrice opti per la flessibilità del congedo ed in questo caso l’estensione sarà:

  • Un mese precedente la data presunta del parto;
  • Quattro mesi dopo il parto.

La scelta di avvalersi del congedo di maternità flessibile è della lavoratrice, purché vi sia un attestato del medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato avallato dal medico competente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nel quale certifichino l’assenza di rischio alla salute della lavoratrice e alla corretta prosecuzione della gravidanza.

Oltre ad essere un obbligo del datore di lavoro si tratta anche di un diritto indisponibile per la lavoratrice, ciò significa che in nessun caso l’astensione può essere oggetto di rinuncia, neppure a fronte di comprovata certificazione medica attestante le condizioni di buona salute della lavoratrice.

Congedo di Maternità in caso di interruzione di gravidanza

Nonostante non sia un argomento piacevole da affrontare, dobbiamo necessariamente parlare anche del caso in cui la gravidanza venga interrotta. Se l’interruzione avviene entro i 180 giorni dall’inizio della gestazione, l’evento verrà trattato come malattia, se al contrario l’interruzione della gravidanza si verifica a decorrere dal 180° giorno dall’inizio della gestazione è da considerare parto, con conseguente riconoscimento del diritto al congedo di maternità ed al correlativo trattamento economico previdenziale. In questa seconda situazione viene inoltre data facoltà alla lavoratrice di riprendere l’attività lavorativa, con un preavviso minimo di dieci giorni al datore di lavoro, fermo restando che le sue condizioni di salute siano certificate positivamente dal medico.

Congedo di maternità obbligatorio, documenti necessari

Per quanto riguarda la documentazione necessaria al congedo di maternità obbligatorio, il primo documento necessario da consegnare al datore di lavoro è quello indicante la data presunta del parto. Questo è indispensabile perché è l’elemento che permette di conteggiare il periodo esatto di astensione. Anche se come abbiamo visto sopra trattandosi di data presunta potrebbe esserci scostamento da quella che sarà poi la data ufficiale del parto.

Nel caso in cui la lavoratrice debba avvalersi dell’astensione anticipata è necessaria la relativa certificazione rilasciata dall’Ispettorato del Lavoro. La stessa può essere altresì rilasciata dall’ASL a seconda dei casi. Nel caso, invece, di richiesta di flessibilità allora la lavoratrice dovrà allegare certificato di assenza di controindicazioni avallato dal giudizio del medico aziendale.

Una volta presentata la domanda, copia di questa deve essere inviata al datore di lavoro per far si che conosca con esattezza le date del congedo. Infine, dovrà essere fornito il certificato di nascita che servirà per conteggiare in modo preciso l’astensione obbligatoria.

Congedo di maternità obbligatorio: come fare domanda INPS

Dopo aver preparato tutta la documentazione non ci resta che presentare la domanda di congedo di maternità obbligatoria all’INPS.

La lavoratrice può farsi assistere nella presentazione della domanda di astensione obbligatoria:

  1. da un patronato;
  2. oppure dal contact center INPS numero verde 803164 o 06164164 da mobile;
  3. o infine può fare domanda online sul sito dell’INPS tramite PIN INPS personale.

Maternità obbligatoria, domanda online

Nel caso in cui voglia presentare domanda di maternità online in autonomia dovrà seguire queste indicazioni.

  1. Innanzitutto se non ha le credenziali per accedere al sito INPS (www.inps.it) deve richiederle attraverso il servizio “richiedi pin on line” raggiungibile a questo link https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/jsp/menu.jsp
  2. Una volta ricevuto il pin per prima cosa dobbiamo trasformarlo in “pin dispositivo” e a questo punto possiamo procedere con la compilazione della domanda.

Per prima cosa bisogna autenticarsi inserendo il proprio codice fiscale e il pin ricevuto dall’INPS, successivamente seguire i seguenti passaggi: selezionare > tutti i servizi >maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata, come sotto indicato.

Prestazioni INPS

Entrando nel servizio maternità vi troverete davanti a questa schermata nella quale dovrete andare a cliccare > acquisizione domanda, per inserire una nuova domanda.

Domanda di maternità online

Potete anche scaricare il manuale utente che vi guiderà nell’inserimento della domanda.

Una volta selezionato acquisizione domanda vi troverete un menù a tendina > dipendenti > autonomi > gestione separata, che dovrete selezionare in virtù del tipo di lavoratrice. Vediamo quali dati servono per poter inserire una domanda di astensione obbligatoria in caso di lavoro dipendente.

Nelle varie schermate vi verranno richiesti i seguenti dati:

  • Anagrafici, di residenza e di recapito;
  • Dati legati alla maternità, come la data presunta del parto, se si intende avvalersi della flessibilità oppure se si è in interdizione anticipata;
  • Dati del rapporto di lavoro: attuale datore di lavoro, data di assunzione, settore di appartenenza;
  • Modalità di pagamento della prestazione.

A questo punto l’inserimento dei dati necessari all’inoltro della domanda è terminato, avrete un’ultima schermata nella quale si riepilogano i documenti necessari da allegare ed infine il riepilogo della domanda stessa per poterla controllare.