Welfare aziendale per l’assistenza ai familiari

Si riporta il mio articolo per Well Work

Ancora una volta il welfare è lo strumento che può aiutare i lavoratori a sostenere le spese legate all’inserimento in famiglia di operatori socio-sanitari qualificati per l’assistenza ai propri familiari.

L’attenzione dei lavoratori in ambito personale è rivolta principalmente alla salute e alla famiglia, perciò qualora vi siano la presenza di anziani o persone non autosufficienti che necessitano di assistenza il pensiero costante del lavoratore è come sopperire a questa esigenza.

L’art. 51 comma 2 lettera f-ter del TUIR  è il riferimento normativo che ci interessa in quanto

“le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell’art. 12″

Innanzitutto, dobbiamo chiarire chi sono i familiari anziani o non autosufficienti.

Fanno riferimento all’articolo 12 di cui sopra i figli, coniuge e altri familiari quali genitori, generi/nuore, suoceri/suocere, fratelli/sorelle anche se non conviventi e non fiscalmente a carico.

È la circolare 28/E dell’Agenzia delle Entrate a definire anziani i soggetti che abbiano compiuto 75 anni di età e come soggetti non autosufficienti coloro che non sono in grado di compiere gli atti della vita quotidiana quali, ad esempio, assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti e le persone che “necessitano di sorveglianza continuativa”. Lo stato di non autosufficienza deve essere comprovato da certificazione medica.

Questa modalità di welfare prevede il rimborso delle somme sostenute per il servizio di assistenza domiciliare di cui il soggetto ha effettivamente bisogno e di conseguenza per il tempo in cui il lavoratore non può prendersi cura direttamente del familiare, potendo essere così un arco temporale limitato alla sola assistenza durante i pasti come l’assistenza continuativa durante la giornata, come alle necessità puramente infermieristiche o riabilitative.

Una gestione di questo tipo legata al rimborso permette una maggiore flessibilità rispetto alla gestione dei servizi messi a disposizione ai dipendenti i quali necessitano di una rete di convenzioni necessarie a garantire una maggiore opportunità di scelta rispetto alle esigenze.

I voucher per l’erogazione dei servizi ai dipendenti

Si riporta il mio articolo per Well Work

Tra le varie modalità di gestione del welfare aziendale spesso passa in secondo piano la possibilità di introdurre i cosiddetti “voucher” al fine di erogare servizi ai dipendenti.

Questa modalità, però, non essendo molto conosciuta dai datori di lavoro questi tendono a non considerarla e di riflesso porta all’impossibilità di utilizzo per i lavoratori.

Vediamo di fare luce sulla questione.Disciplinati dal comma 3-bis dell’art. 51 del TUIR secondo cui

“l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale”

questi voucher, quindi, non sono altro che un tagliando attraverso cui il dipendente potrà godere di servizi senza alcun anticipo di denaro da parte del datore di lavoro.

Leggi tutto “I voucher per l’erogazione dei servizi ai dipendenti”

Personalizzazioni di piani welfare

Si riporta il mio articolo per Well Work

Ultimamente il termine “welfare” è entrato prepotentemente nel nostro diritto del lavoro e sempre più spesso se ne parla anche quotidianamente.

Nonostante questo interesse crescente verso la materia vi sono ancora dubbi e incertezze sia da parte del datore di lavoro sia del lavoratore circa la convenienza.

L’incertezza principalmente è data dal fatto che c’è ancora un velo misterioso attorno a questa materia tanto da far pensare che sia un’opportunità solo per quelle figure dirigenziali o professionalmente specializzate con retribuzioni elevate.

Lo scopo del welfare non è assolutamente questo e non si possono cogliere gli aspetti positivi e negativi se prima non si ha un quadro d’insieme della materia.

Proviamo quindi a delineare i tratti essenziali.

Leggi tutto “Personalizzazioni di piani welfare”

Anticipo NASpI: liquidazione della disoccupazione in un’unica soluzione

anticipo naspi
Pubblichiamo di seguito la guida scritta per Lavoroediritti.com
L’anticipo NASpI può essere usato dal lavoratore in disoccupazione per avviare un’attività di lavoro autonomo oppure per sviluppare un’impresa già avviata.

I soggetti beneficiari dell’indennità di disoccupazione possono richiedere l’anticipo NASpI ovvero la liquidazione della prestazione in un’unica soluzione per avviare un’attività di lavoro autonomo o un’impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa. La disoccupazione anticipata può inoltre essere richiesta per sviluppare un’attività di lavoro autonomo già iniziata durante il lavoro da dipendente.

Prima di entrare nello specifico della anticipazione NASpI ricordiamo in breve di cosa si tratta e come funziona questo sussidio di disoccupazione. La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è una prestazione a sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno perso involontariamente il loro lavoro, come disciplinato dall’art. 2, D. Lgs n. 22/2015; ne rimangono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato.

Leggi tutto “Anticipo NASpI: liquidazione della disoccupazione in un’unica soluzione”