Lavoro occasionale, come cambia dopo il decreto dignità

Riportiamo l’articolo di aggiornamento settimanale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Modificata la normativa delle prestazioni occasionali (ex voucher) allo scopo di favorire il lavoratore nell’ambito dell’attività svolta con questo sistema.

La nuova norma consente alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive operanti nel settore del turismo, che hanno alle proprie dipendenze fino a 8 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, di ricorrere al contratto di lavoro occasionale.

Le prestazioni devono però essere rese da:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado o a un ciclo di studi presso l’Università;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI), o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Resta fermo, invece, il divieto di ricorrere alle prestazioni occasionali per i datori, rientranti negli altri settori di attività, che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

È quindi importante determinare il momento esatto in cui questo conteggio deve essere effettuato, nonché le modalità di computo dei lavoratori stessi. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato non vanno conteggiati nella forza aziendale a tempo indeterminato.

Per i lavoratori a tempo parziale il calcolo sarà in proporzione alla durata della prestazione lavorativa. Ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni la media semestrale dei dipendenti a tempo indeterminato riferita al periodo che dall’ottavo al terzo mese antecedente la data di svolgimento della prestazione lavorativa, va calcolata sulla base del dato effettivo, senza operare alcun arrotondamento.

Altra modifica riguarda la comunicazione preventiva che l’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione. In tale fattispecie, infatti, se si tratta di imprenditore agricolo, di azienda alberghiera o struttura ricettiva che opera nel settore del turismo o di ente locale, l’utilizzatore ha l’onere di comunicare la data di inizio, le ore presunte e la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a 10 giorni. Ferma restando la responsabilità dell’utilizzatore, le somme utilizzabili per compensare il prestatore, potranno essere versate anche tramite un Consulente del Lavoro.

Tutte le notizie utili sono reperibili sulla circolare n.16/18 di Fondazione studi dei Consulenti del lavoro.

 

Trasferte in esenzione Irpef se pagate con carta di credito

Riportiamo l’articolo di aggiornamento settimanale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

 

A dimostrazione della non imponibilità delle spese di viaggio delle trasferte fuori dall’ambito comunale, è sufficiente conservare l’estratto conto della carta di credito dalla quale risulti il pagamento da parte del datore di lavoro allegando una nota spese di riepilogo. Ricordiamo che, affinché i rimborsi delle spese di trasporto non concorrano alla formazione del reddito di lavoro dipendente, è necessario che dette spese siano rimborsate in ragione di idonea documentazione.

L’agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n. 22/18 ha affermato che dall’esame della documentazione prodotta in allegato all’istanza di interpello, si rileva che l’estratto conto rilasciato dalla società che ha emesso la carta di pagamento e trasmesso, su supporto cartaceo, alla società istante, individua per ciascuna transazione:

  • la data d’acquisto del biglietto aereo/ferroviario;
  • il nome del passeggero e il codice identificativo del dipendente;
  • il centro di costo;
  • il codice identificativo del viaggio;
  • il prestatore d’opera con descrizione della prestazione,
  • per gli acquisti di biglietti aerei la ragione sociale della compagnia aerea, il numero del biglietto elettronico, la classe di prenotazione, data della partenza/check-in, itinerario di viaggio;
  • la valuta e l’importo pagato.

Tali informazioni presenti nell’estratto conto emesso in formato cartaceo dalla società che rilascia la carta, che sono successivamente confermate attraverso la validazione della nota spese, redatta sempre in forma cartacea, da parte del dipendente destinatario della prestazione al rientro dalla trasferta, risultano idonei ad attestare l’effettivo spostamento della sede di lavoro e l’utilizzo del servizio di trasporto da parte del dipendente, nonostante i documenti elettronici di trasporto rilasciati dai diversi vettori non siano stampati ed allegati alla relativa nota spese.

Resta inteso che i citati documenti di trasporto elettronici dovranno essere conservati in formato elettronico al fine di un eventuale riscontro in sede di controllo.

Sulla base delle considerazioni illustrate, l’Agenzia delle entrate ritiene, ai fini in esame, che le spese di trasporto sostenute dal datore di lavoro in occasione di trasferte fuori del territorio comunale dei propri dipendenti e documentate nei modi descritti possano essere ricondotte alla previsione di esenzione di cui al comma 5 dell’articolo 51 del TUIR e, conseguentemente, possano essere considerate non imponibili ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente.

Tutte le informazioni sono reperibili dai Consulenti del lavoro.

Modello 770 anno 2018: presentazione, correzione e integrazione

Modalità di presentazione del modello 770/2018 e sanzioni in caso di errori ed omissioni. Vediamo inoltre come integrare o rettificare i dati già inviati.

Modello 770 anno 2018: presentazione, correzione e integrazione

Pubblichiamo di seguito la guida scritta per Lavoroediritti.com

In questa guida andiamo a vedere le modalità di presentazione del modello 770/2018 e le eventuali sanzioni in caso di errori ed omissioni; vedremo inoltre i casi in cui è possibile integrare o rettificare i dati già inviati. La dichiarazione riferita al modello 770 deve obbligatoriamente essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato come ad esempio i Consulenti del Lavoro.

Leggi tutto “Modello 770 anno 2018: presentazione, correzione e integrazione”