Pignoramento: significato, tempistica, procedura.

pignoramento, STUDIO ZUCCONI, CONSULENTE DEL LAVORO, PAVIA

Nel linguaggio comune si pensa al pignoramento come un vincolo che, in seguito ad un’azione giudiziaria, viene posto su un bene, mobile o immobile che sia.

I motivi per cui una persona può vedersi pignorato un bene possono essere i più vari, ma generalmente ciò accade quando non si è soddisfatto un credito vantato da un altro soggetto (esempio: mancato pagamento dei canoni di affitto o delle rate del mutuo).

PIGNORAMENTO: in cosa consiste realmente?

Ai sensi dell’art. 492 c.p.c. il pignoramento è un atto che l’Ufficiale Giudiziario notifica su richiesta del creditore (c.d. creditore procedente); questo atto sostanzialmente intima al soggetto al quale è notificato di astenersi dal disporre del bene (sempre mobile o immobile che sia) sul quale verrà in seguito posta in essere l’esecuzione forzata.

Sfatiamo innanzitutto un mito: non è con l’atto di pignoramento che ha inizio la fase di esecuzione, ma con un atto prodromico allo stesso, ovvero l’atto di precetto.

E’ infatti con la notifica dell’atto di precetto che il creditore mette a conoscenza il debitore della propria volontà di intraprendere un’azione esecutiva nei suoi confronti per il recupero coattivo del credito la cui esistenza è stata già accertata in una fase precedente.

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Assegno di ricollocazione 2017, al via il bonus per disoccupati in NASpI

 Pubblichiamo di seguito l’articolo scritto per Lavoroediritti.com

L’assegno di ricollocazione è una delle novità di questo 2017, in tema di disoccupazione e di politiche attive per il lavoro.  E’ un bonus per disoccupati in Naspi, denominato assegno individuale di ricollocazione, finalizzato ad aiutare le persone a rientrare nel mondo del lavoro.

Al disoccupato viene riconosciuta una somma, differente a seconda del profilo personale, da spendere presso i Centri per l’impiego o i servizi accreditati.

Lo scopo quindi di questo assegno è quello di indirizzare il disoccupato verso un nuovo impiego e non può, per questo motivo, essere speso come meglio desidera il disoccupato ma necessariamente presso centri per l’impiego, o agenzie incaricate, per la propria formazione professionale.

Assegno di ricollocazione 2017 per i disoccupati, quali requisiti

Come anticipato il requisito fondamentale è l’essere disoccupato, essere percettore di NASPI da almeno 4 mesi ed aver effettuato la propria registrazione sul sito dell’ANPAL.

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Essendo una formula sperimentale l’assegno non sarà, al momento, accessibile a tutti, ma attraverso una selezione causale verranno estratti 25.000 disoccupati che saranno contattati tramite posta, le prime comunicazioni sono partite a fine novembre dello scorso anno, e a loro volta entro il termine di due mesi devono completare la loro adesione al programma.

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NASpI 2017, requisiti durata importo e novità sulla disoccupazione universale

Pubblichiamo di seguito l’articolo scritto per Lavoroediritti.com

Guida completa al sussidio di disoccupazione Naspi: quali sono i requisiti, quanto dura, quanto spetta e quali sono le novità e le sanzioni sulla Naspi 2017

Nel caso in cui un lavoratore subordinato perda in modo involontario la propria occupazione, a partire dal 1^ maggio 2015, può contare sul sostegno al reddito dell’indennità di disoccupazione Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego). In questa guida vedremo chi sono i destinatari del sussidio di disoccupazione. quali sono i requisiti, quanto dura, quanto spetta e quali sono le novità e le sanzioni sulla Naspi 2017.

I destinatari della NASPI sono lavoratori dipendenti, ricomprendendo in questa categoria anche gli apprendisti e i soci di cooperativa purché, questi ultimi, accanto al rapporto associativo abbiano instaurato un rapporto subordinato; rimangono invece esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli.

Gli unici requisiti richiesti per poter procedere alla domanda sono di carattere oggettivo:

  • stato di disoccupazione intendendo la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore;
  • tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • trenta giorni di effettivo lavoro nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

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Agevolazioni per le assunzioni del 2017

Agevolazioni alle assunzioni 2017Nel quadro sempre più complesso della normativa in materia di assunzioni agevolate è necessario fare chiarezza su quali incentivi si possono utilizzare in questo 2017 per procedere con nuove assunzioni.

Il 2016 si è chiuso portando con sé la fine di alcune agevolazioni alle quali eravamo ormai abituati: una su tutte l’esonero biennale, seguito dalla possibilità di assumere lavoratori in mobilità.

Agevolazioni per le assunzioni: quali non sono più in vigore?

La possibilità di assumere persone che avevano perso il posto a seguito di una procedura di mobilità era entrata, ormai a far parte del quotidiano, ed era un’ottima occasione per reintrodurre nel mondo del lavoro coloro i quali, probabilmente senza la possibilità di un’assunzione agevolata avrebbero fatto maggior fatica a trovare nuova occupazione.

Infatti, il datore di lavoro poteva godere della contribuzione prevista per gli apprendisti, per un periodo di 18 mesi, se procedeva ad un’assunzione del lavoratore in mobilità a tempo indeterminato oppure di 12 se si optava per il contratto a termine, con la possibilità di una proroga si ulteriori 12 mesi.

A ciò deve aggiungersi anche la possibilità per il datore di lavoro di beneficiare di un contributo del 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore se fosse rimasto disoccupato, per il periodo di indennità non ancora goduto.

La seconda agevolazione che ci lasciamo alle spalle riguarda l’esonero contributivo: introdotto inizialmente per tre anni, ridotto già nel 2016 a due e definitivamente scomparso quest’anno.

Anche in tema di apprendistato vi è una modifica: se fino allo scorso anno era possibile per le aziende fino a 9 dipendenti godere di uno sgravio totale di contribuzione per i primi 3 anni di contratto, con il nuovo anno si torna alla contribuzione prevista fino al 2012, anno in cui era stata introdotta l’agevolazione:

  • Primo anno di contratto: contribuzione dell’1,5%
  • Secondo anno di contratto: contribuzione del 3%
  • Terzo anno di contratto: contribuzione del 10%

A queste aliquote deve essere aggiunto il contributo dell’1,61% previsto per il finanziamento della NASPI.

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